enti locali

anticorruzione segnalazioni con protezione anonimato

Si comunica (sia ai cittadini residenti e non residenti, sia ai dipendenti o a chiunque vorrà fornire notizie) che è possibile usare i seguenti recapiti in ordine di preferenza per qualsiasi segnalazione che sia interente l'anticorruzione, si ricorda che il Segretario comunale è individuato dalla Legge 190/2012 come responsabile della prevenzione e repressione dei fenomeni illeciti ed è dirigente degli enti locali ma dipendente del Ministero dell'Interno: email personale Paolo Bertazzoli p.bertazzoli@segretariocomunale.com

In via sperimentale il portale per la gestione delle segnalazioni garantisce l'anonimato e non utilizza nessun sistema "interno" all'ente ma diretto con il Responsabile Anticorruzione (Segretario generale)
URL Accesso DIPENDENTI  LINK :
https://wb.anticorruzioneintelligente.it/anticorruzione/index.php?codice=PLDXCO&dipendente=1
URL accesso persone non dipendenti  LINK DIRETTO
https://wb.anticorruzioneintelligente.it/anticorruzione/index.php?codice=PLDXCO&dipendente=0
 
oppure

 
via web: http://www.segretariocomunale.com/contatti.html PEC personale: pbertazzoli@legalmail.it (funziona, ma solo utilizzate anche Voi una casella di PEC) GSM personale +393204255495 Per comunicazioni istituzionali o ufficiali (con sistemi asincroni) email del segretario generale in carica segretario@comune.preseglie.bs.it PEC Comune: protocollo@pec.comune.preseglie.bs.it (solo se avete una PEC) email "normale" del Comune: info@comune.preseglie.bs.it Segreteria comunale email via web http://www.comune.preseglie.bs.it/?q=contact Per comunicazioni istituzionali o ufficiali Comune di Preseglie tel. 0365 84221, fax 0365 82435 (con sistemi sincroni) Comune di Preseglie Via Roma 56 25070 Preseglie (BS) (via posta o surface mail) L.190/2012: 51. Dopo l'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è inserito il seguente: «Art. 54-bis. - (Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti). - 1. Fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, il pubblico dipendente che denuncia all'autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia. 2. Nell'ambito del procedimento disciplinare, l'identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato. 3. L'adozione di misure discriminatorie è segnalata al Dipartimento della funzione pubblica, per i provvedimenti di competenza, dall'interessato o dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell'amministrazione nella quale le stesse sono state poste in essere. 4. La denuncia è sottratta all'accesso previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni».